dov’è la speranza?

è tanto che non scrivo.  quanto mi manca!! ma torno (stasera), e vorrei stare qui e non andare via di nuovo. vedremo!

ho appena letto un articolo: terzo imprenditore suicida in Veneto – ossessionati dal dover licenziare.

dopo una giornata di ritiro, in cui ho staccato un po’ la spina e l’ho attaccata un po’  più a lungo del solito a Dio, mi sento di dare ragione della speranza. tutto ruota attorno a questa parola magica che magica non è. cosa ci fa sperare? in un domani migliore? chi ci da certezza di questo? ci da speranza? nel vortice delle nostre giornate, in alcuni momenti ci accorgiamo della direzione che il mondo ha preso, e in un breve momento di lucidità ci spaventiamo, inorridiamo, siamo k.o. poi riprende tutto di corsa, e non ci pensi. ma certe cose non le puoi nascondere, non per sempre. non puoi nascondere che tuo padre è in cassa integrazione, come tuo zio. non puoi nascondere la crisi. non puoi nascondere la paura. non puoi nascondere che l’Abruzzo è sconvolto. e davanti a questo, e a tutto il resto, in quei pochi secondi di lucidità, chiediti, ti prego, dov’è la speranza che qualcosa migliori. che qualcosa cambi, in meglio. solo la domanda ti escluderebbe dagli indifferenti. quelli che dicono ‘non è un mio problema, a me non capita’. e quando gli capita, non riesce a reagire. e non ce la fa.

dopo la domanda, è naturale cercare la/le risposte. è faticoso. nessuno sembra dartene. e quelle che trovi, ti sembrano sempre troppo povere, troppo fragili, si sciolgono, si spezzano, non resistono a lungo. non smettere di cercare.

io credo, e ogni giorno è difficile crederci (ma dici ’si’ e poni la tua fiducia nuovamente) in una risposta, risposta che è speranza. non fa larghi giri di parole, ne di concetti. non rimanda ad altri, ad altro. la risposta in cui credo è Cristo. è Lui la speranza. penso che se Gesù avesse vissuto come ha vissuto, fosse morto in croce, ma non fosse risorto, sarebbe stato un grand’uomo, santo come tanti santi. ma Lui è risorto. la morte, il male, il peccato, non vince. la croce c’è, perchè come si può risorgere senza passare dalla croce? ma una cosa è portare una croce, la fatica, preoccupazioni, peccato, pesi, senza sapere senza sapere dove si sta andando, e perchè? altro è sapere che da tutto questo è già passato un’uomo, e che ha promesso (e fatto vedere) che la morte non è la risposta ultima, che la fatica, il dolore, il peccato, i pesi e tutto il resto non vincono. l’Amore vince. Dio ama così tanto Gesù da farlo risorgere. ama così tanto anche noi, se ci fidiamo e accettiamo questo amore, da far risorgere anche noi. dalle nostre pigrizie, dal nostro peccato, dalle nostre paure che ci bloccano, dalle fatiche e dai pesi che ci portiamo dietro ogni giorno. questa speranza, che è un uomo, chiede di essere accolta nella nostra vita, per trasformarla e darle speranza. come aprire una finestra chiusa da anni, in una stanza buia e polverosa. luce e aria la invadono. ricomincia la vita.

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