Archivio pernotte

look at the stars, look how they shine for you….they were all yellow

sabato sera. anche se non mi sembra più di tanto. tanti pensieri per la testa. forse un po’ di stanchezza, e forse anche un po’ di pensieri per l’esame. anche se non vorrei, ma ci sta. ma i pensieri sono altri. belli e incasinati, di tanti e vari tipi, come sempre. e stasera, si stasera, adesso mi piacerebbe prendere quella vespa che (non) ho giù in garage, compagna di viaggio, e andare. su una strada dritta, passare su un ponte vecchio, guardare le luci dei lampioni. e sentire l’aria. perchè c’è un po’ caldo. e a volte ci si sta un po’ stretti. e senti il bisogno di essere libero. di correre. di andare. di essere felice. e poi fermarmi, su una collina, su un colle. lì. sulla sella. o sulla cima. con la brezza, a guardare le stelle che riempiono il cielo, instancabili. e poi le luci che brillano sulla città, sotto di te. con o senza musica. meglio senza, guidato solo dai tuoi pensieri, dal tuo cuore.

e i pensieri sono mia sorella che per la prima volta fa l’educatrice in campeggio: in bocca al lupo!! e la difficoltà che trovo ogni giorno a essere educatore. perchè non lo fai per un’ora. ma lo sei ogni giorno, se ci credi. e io ci credo, eccome, sempre. ma è dura. e a volte sbagli, a volte vorresti fare di più, arrivare dove non sai arrivare, tentenni. dubiti. ti penti. vorresti fare di più. cosa puoi fare? già. sembra un gioco da ragazzi, ma ci sono in ballo tanti volti, tante vite di tanti ragazzi che crescono, che devi accompagnare. poi ci sono belle notizie che nn vedi l’ora che accadano. poi ci sono pensieri, ancora pensieri. di vita: cosa fare, che strade prendere, come prenderle. non rimandare, che è il mio più gran difetto. e poi, in fondo, ed è questo che è brutto, ma bellissimo allo stesso tempo. ti accorgi di come la tua giornata ha girato, ruotato, bene benino così così o male. con alti e bassi. ma Dio? ma hai detto grazie? e i tuoi genitori? e ci penso adesso. che sono qui, alla finestra. come se il mondo si fermasse per un po’, a darmi fiato, per non farmi prendere da questo vortice tremendo. uno spazio mio. il cielo, le stelle, il tramonto, il sole, il cielo. e i miei pensieri. e pensi che forse oggi non hai detto poi tanti grazie, hai vissuto un po’ per te. non ti sei fermato. e allora capisci tante cose. e ti penti, e chiedi scusa. uno ’scusa’ sincero. perchè capisci che da solo non puoi fare tutto. mai potrai farlo. hai le tue capacità, e i tuoi difetti, ma non puoi bastare a te stesso. non puoi fare a meno di Qualcuno. e dell’amore di chi ti sta vicino. ma quest’amore, e chiudo, tutto questo, lo senti solo se tieni il cuore aperto da mattino a sera. se stai attento agli altri. se sorridi e ami questa vita. se metti al primo posto tante altre cose: amici, sorridere, Dio, genitori e sorella, tante cose. e non te stesso. e alla sera, in questo viaggio bello tra i pensieri, forse sarai un po’ più contento. tanta strada da fare, sempre, ma qualcosa in più. e comunque sono felice lo stesso. perchè anche stasera, in questo viaggio tra i pensieri, guardando le stelle, sentendo l’aria fresca, mi ritrovo. e vedo che posso farcela. che voglio esserci e amare. e non voglio mollare, e continuare. sempre, ogni giorno, passo dopo passo, con le sue fatiche e difficoltà. ma provarci e amare questa vita e tutto quello che ci gira intorno. 

riprendo la vespa, i miei pensieri sono la che vanno, mi sento più leggero e più ricco. un po’ più carico. e domani spero di svegliarmi col sorriso. ci proverò, a costruire un giorno migliore, a viverlo.

buonissima notte! 

le stelle brillano lo stesso

secondo post di oggi. giornata strana. o forse normalissima. un po’ pensosa dai. in certi momenti.

e quindi lascio qui, come sempre, alcuni pensieri di oggi. qualche momento, così.

non sempre tt le cose vanno come vogliamo noi, come ci aspettiamo, come vorremmo andassero.

un po’ come il mio ipod oggi, devo alleggerire la vita. non è facile. ma poi devo riempirla di musica nuova: le cose che amo, a cui tengo, che per me valgono. perchè ogni giorno che vivo sia al 100 %. come la musica.

anche se stasera certe cose nn vanno come vorrei, storte, va bè. sono qui alla finestra, 1° giugno, e ho visto la prima lucciola dell’anno. forse allora la speranza continua a brillare e quella lucciola me lo ricorda questa sera. come le stelle che ho visto mentre tornavo a casa poco fa, che brillano sempre, lassù in alto, sempre. soprattutto nelle notti più buie.

alla fine la serata è stata pollege. un giretto fuori. adesso scrivo quello che ho pensato. e domani si ricomincia. già la notte continua. è un re-inizio. stupendamente, come sempre. com’è la vita. in tutti i suoi modi. nelle difficoltà, nei pensieri, nelle cose storte. e in quelle stupende, che amo, in quei momenti speciali. e in ogni persona a cui voglio bene e tengo. negli amici. in quella che è la vita che adoro, che è la mia, ma che non voglio tenere per me. perchè sono troppo sicuro che è donando e amando, dando tutto me stesso ogni attimo, che ricevo tutto. e molto di più.

alla fine voto alla giornata: qualche pensiero. grigliata ok con gli amici. serata un po’ pollege. colonna sonora ok. domani migliorerò qualcosa dai. come ogni giorno. perchè se no non ne vale la pena di iniziare un altro giorno, se non hai voglia di darci dentro ancora di più. e io questa voglia ce l’ho. fa te!!!!

beh, penso sia tutto per oggi, dai. ci sono sempre altre mille cose e pensieri fruscianti. ma dopo viene su un casino che nn c’entra niente!!! :D

un’ultima cosa: quando penso e scrivo, poi mi sento già meglio. adoro scrivere.

e un’altra cosa: cavolo quanto vorrei scrivere un libro. cioè…un po’ va avanti sempre quello. ma è una cosa strana. e nn so come va, se va bene o no. boh!!!!!! :D

adoro stare alla finestra a pensare. e poi adoro rientrare nella vita e viverla.

e rendermi conto ogni attimo che il mio cuore batte, non per finta, per davvero. ed amo. questa vita e tutto il resto. e ne vale la pena.

notte notte

time for heroes

sabato sera. anzi, sabato notte. sono meno stanco del solito perchè questi due gg di riposo si sentono!!! ma gli occhi hanno voglia lo stesso, una voglia immensa di chiudersi e il cuore e la testa di dormire. ma cm spesso capita, alla fine della settimana, sento di dover lasciare qui qualche pensiero. quelli più non so come dire. quelli. va bè. beh magari li scrivo a caso, ma non importa, no?

stasera andando al laser game (che poi era stra pieno di gente e siamo tornati indietro) sulla statale c’erano le prostitute. e ogni volta che ci penso, mi fa accapponare la pelle. come si fa? non a prostituirsi, perchè sappiamo tutti che sono ragazze, ragazzine costrette, al limite dell’umanità. ma come si fa a cercarle?? poi ci sono i soliti che urlano e gridano ”via gli extracomunitari, via le prostitute dalle strade”. si, peccato che se non ci fosse nessun cliente, loro non sarebbero lì sulla strada. ipocrisia. l’ennesima. ormai regna in questo mondo che va rivoltato, va ricostruito, c’è tanto, tantissimo, troppo da fare.

ieri sera non so quanti ragazzi hanno perso la vita sulla strada, sbandando. e non mi sento di dare la colpa ai genitori. perchè però?? perchè è così difficile capire e far capire?? però i genitori non devono stancarsi di fare i genitori. anche se è difficile. ne va della nostra vita. ogni giorno.

morti sul lavoro. quante questa settimana?? perchè?? perchè l’operaio non vale niente? a volte ti viene da dire, stupidamente, da immaginare che la tua vita, le tue difficoltà, siano paragonabili a quelle di un operaio. arrivi a sera che hai studiato 6 ore di mattina e 4 di pomeriggio. e non sei nenache pagato. l’altro giorno devo aver detto qualcosa del genere con mio padre. eravamo a tavola. mi ha detto: guarda quello che c’è qua sopra. guarda quello che abbiamo. un operaio non può permettersi di scegliere tutto questo. ho finito quello che avevo nel piatto, niente di più. mi sono vergognato. e fa bene vergognarsi. dovremmo farlo più spesso.  poi mi dici che nn mi devo incazzare con quelli che sfruttano, che abusano delle loro posizioni, che egoisticamente hanno tutto e vogliono ancora di più. invece non riesco a sopportarlo. la lotta di classe di marx ormai è passata. ma l’ingiustizia resta e tanta. e io mi vergogno. lo facessero tutti. ma forse non tutti hanno un cuore che batte.

dei morti sul lavoro metà tra l’altro erano extracomunitari, figurarsi se l’hanno detto. no, tanto la loro vita non vale quanto la nostra eh??? informazione doc.

a proposito d’informazione. ieri V2 DAY. 3 milioni di persone. 450 mila firme raccolte in un solo giorno. mai successa una cosa del genere. per caso hai sentito qualcuno parlarne oggi? qualche telegiornale? no eh. poi dicono che il nostro sistema d’informazione è buono. si, come quello della cina. mi viene da ridergli in faccia. travaglio è la mia informazione. e di pietro il mio ministro della giustizia. bersani dell’economia. vado avanti?

wish you where here è stupenda. complimentoni a davo che l’ha cantata davvero bene. complimenti per tutto il concerto!!! ;)

beh sulle note dei pink floyd penso.

la bellezza di questo sole primaverile, del suo tramonto. dell’aria fresca che riempie e sazia i polmoni. di questo cielo vellutato e diamantato.

all’essere educatore. che fatica, che gioia.

agli amici. alle risate, a ogni momento. grazie.

a Dio. che mi ha regalato questa settimana. ogni momento. e che forse mi fermo troppo poco, soprattutto per ringraziare. come se tutto fosse mio, fosse scontato. e la vita ti scorre tra le dita.

always love.

poi ci sono le cose strane che non capisci. sorridi, ma non capisci. boh. chissà che cavolo succede.

penso che time for heroes come titolo dica già il finale di questo post. già, è tempo di eroi. perchè c’è da tirarsi su le maniche. a scuola, per finire a testa alta. perchè ogni giorno è una sfida. perchè a volte ti viene da mollare tutto. perchè è difficile. perchè altre volte, quando guardi e pensi alla povertà, a ogni tipo di povertà, alla miseria, a chi soffre, dici che non è giusto. voglio fare qualcosa, sento che devo. che è giusto. e questo vale più di tutto.

time for heroes è l’ora di dare tutto. ogni giorno. non di essere grandi eroi. di essere gli eroi di ogni giorno. posso io, come puoi tu. sarà dura, ma bisogna provarci. eroi. l’operaio. l’immigrato. io che devo recuperare tre materie. i miei genitori che lavorano sodo. tanti, tanti tanti eroi. beh, questo mondo ne ha bisogno. di me, di te. solo una cosa: bisogna crederci. fino in fondo. da quando ti svegli a quando ti addormenti. se non ci credi, allora è inutile.

e crederci, alla voglia di essere, di fare, di amare. crederci negli amici. credere di farcela. sapere di non essere solo. credere in te e negli altri. credere in questa vita. ne vale la pena.

beh, poi tanti altri pensieri e parole che no so dire. o sono troppo stanco, o mi dilungherei troppo.

quindi buonanotte. con un sorriso

c’è bisogno di poesia

sabato sera…la settimana è finita ed è un piacevole sollievo voltarsi ancora un attimo a guardarla. domani è domenica. sabato è già passato troppo velocemente. godiamoci domani.
poesia. c’è bisogno di poesia in questo mondo. per ripulirci il cuore da tutta la schifezza. per ri-imparare a sentirlo battere. per imparare ad amare. ad amarlo.
poesia che copra il consumismo, le cose effimere, le banalità, la moda, le falsità e ipocrisie, gli egoismi e tutto il resto.
e la musica spesso è poesia.
beh ve ne lascio una buttata giù stanotte dopo aver finito di ‘’studiare” astronomia. ore 2:00 di notte.
mi hanno detto che i sordi non sentono,
eppure li ho visti ascoltare con attenzione i volti
e le grida che vengono dai cuori dei passanti.
mi hanno detto che i muti non parlano.
eppure li ho visti diaogare animatamente,
chiedere, discutere, provocare, piangere e singhiozzare
e scoppiare in profumate risate.
ho sentito i loro consigli, le loro sagge e preziose parole pesate.
mi hanno detto che i ciechi non vedono,
eppure li ho visti sorridere all’alba del nuovo giorno.
li ho visti contemplare e perdersi nella natura
li ho visti guidare sicuri tanti viandanti persi sulle vie di questo mondo intricato.
mi hanno detto che gli zoppi, gli handicappati e i quelli in carrozzina
non possono camminare e correre.
eppure ti giuro che li ho visti andare per sentieri ardui,
li ho visti scalare montagne.
li ho visti arrampicarsi per salvare tante altre vite, su quei
sentieri ripidi e su quelle montagne scoscese.
mi hanno detto e mi continuano a dire che i poveri non
hanno nessuna possibilità in questo mondo.
eppure ho visto poveri riprendersi la speranza, ricostruirsi
la vita, dare fiducia. combattere.
continuano ostinati a dirmi che il mio Dio
è lì appeso a una croce. inchiodato.
schernito. umiliato. deriso.
continuano a dirmi che il mio Dio è morto. e non esiste.
che mi ha abbandonato.
eppure proprio Lui è qui di fianco a me
e mi sussurra silenziosamente
‘beati gli ultimi’