hola!!! è un po’ che non scrivo…. ancora una volta (come ultimamente è capitato) mi trovo a scrivere su quello che succede attorno a noi, e di ”politica”, se così vogliamo chiamarla. ma diciamo della società. che è più vero.
e spero che presto torneranno i bei diari delle mie giornate, i pensieri, altri capitoli del libro. (il titolo è una canzone dei The Kooks, Jet, James Blunt)
intanto dovrete accontentarvi di questo.
caso Travaglio-Schifani: il giornalista Marco Travaglio è stato accusato di aver offeso la seconda carica dello stato (Presidente del Senato) durante il programma Che Tempo Che Fa. il video è su YouTube: http://it.youtube.com/watch?v=6VrdfV0Q34o&feature=related . e potete tutti sentire le offese che vengono fatte. che offese!!!! comunque è lo stesso Marco Travaglio che la settimana prima ha ricevuto i complimenti di Vittorio Sgarbi come ”pezzo di merda” durante la trasmissione Annozero, che potete sentire qui: http://it.youtube.com/watch?v=Y8Of2exD8-M&feature=related . però i presidenti e i politici non si possono toccare. i giornalisti e noi comuni mortali sì. mi sembra più che giusto. a parte questo, Travaglio non ha detto nient’altro che i fatti (che tra l’altro sono scritti nel suo ultimo libro), e cioè che Schifani era amico di mafiosi. ma questo non si può dire. anche se è vero. infatti il giornale El Pais, il quotidiano spagnolo più diffuso con mezzo milione di copie, ha scritto il 29 aprile 2008, due settimane prima che Travaglio andasse da Fazio scriveva: “Il suo nome (Schifani ndr) è stato associato dalla stampa italiana con la criminalità organizzata siciliana, dato che negli anni ottanta fu socio in una compagnia nella quale figuravano Nino Mandalà, boss del clan mafioso di Villabate, e Benny d’Agostino, imprenditore legato allo storico dirigente di Cosa Nostra, Michele Greco”. Travaglio non ha inventato niente. ha solo ricordato questo fatto. vero. poi se uno ha la coda di paglia, è un altro paio di maniche!!! ovviamente tutti d’accordo nell’indignarsi, nel dissociarsi. da cosa poi?? dalla verità, naturalmente. l’unico che ha appoggiato Travaglio è stato Di Pietro. meditate gente, meditate.
”politica”: Berlusconi apre al dialogo. adesso che non può più attaccare i comunisti perchè non sono più in parlamento fa il buono. secondo me per chiudere bene la carriera. comunque il dialogo è sempre positivo, sperando che sia vero dialogo, e che l’opposizione, oltre a fare governi ombra (sperando che non siano solo ombra) dica chiara e forte ciò che deve dire. senza farsi mettere i piedi in testa da nessuno. collaborare sì, confrontarsi sì. e poi, come dice Di Pietro, di quell’uomo meglio non fidarsi. e io aggiungo: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. e infatti il dialogo si è visto subito: l’altro giorno Fini (presidente della Camera) non riusciva a far fare silenzio alla maggioranza che disturbava il discorso di Di Pietro. alla richiesta di Di Pietro di poter parlare, Fini ha risposto “Onorevole Di Pietro lei sa che è abbastanza naturale che ci siano interruzioni. Anche se dipende da quello che si dice”. sì dialogo. io lo chiamerei fascismo. dipende da quello che uno dice??? no non ci siamo. e questo è il nostro presidente della Camera. non bastava quello del Senato??
intanto Capezzone ex segretario dei Radicali, è stato nominato portavoce di Forza Italia. alla faccia della coerenza. sempre per restare in tema coerenza, ricordo alle coscienze assopite che il super leghista Maroni militava in Democrazia Proletaria, nelle file dell’estrema sinistra. apperò!! il trasformismo di Giolitti in confronto era un gioco da bambini.
e per chi ancora non lo sapesse, guardate un po’ chi è diventata ministra. Mara Carfagna, che vanta un passato da modella, valletta e conduttrice televisiva. e ovviamente ha partecipato a miss italia. quindi ragazze il consiglio è questo: non andate a miss italia per diventare delle modelle, ma per entrare in politica: tanto ormai le cose sono facilmente interscambiabili!!!
immigrazione clandestina: non si parla d’altro. e va bene. spero che si risolva una volta per tutte questo casino. secondo me i punti sono tre. 1) in Italia la giustizia non funziona. troppa burocrazia, tempi troppo lunghi e pene ridicole. quindi italiano o straniero che sia, in carcere non ci sta più di una notte. fidati che se ci fossero leggi decise, pene severe, processi e procedimenti veloci, chi sbaglia sarebbe in galera, e invece (italiani e stranieri) sono fuori a prendere per il culo lo Stato. ma ai politici va bene così, perchè così loro hanno più cose da promettere agli elettori, e da non fare. 2) secondo punto è l’egoismo. se imparassimo a vivere con meno, ad abbassarci un po’, a non evadere le tasse, a non voler diventare sempre più ricchi. se imparassimo ad aprirci, a collaborare perchè tutti si integrino, perchè non ci siano degli esclusi, degli emarginati. se tutti facessimo un bagno d’umiltà, non ci sarebbe neanche la metà dei problemi che lamentiamo. 3) terzo punto è l’intolleranza. ieri ho visto un reportage dove si chiedeva alla gente perchè non volesse gli immigrati. veniva chiesto se si comportavano male, se avessero rubato nei dintorni, fatto casino, eccetera. no. la gente diceva di no. sai cosa rispondevano alla domanda: ”perchè quando esco di casa e vedo che ci sono più stranieri che italiani non mi sento padrone a casa mia. sono più di noi” questa la risposta tipo. quindi anche quegli immigrati che lavorano (sfruttati) (e sono 650 mila!!!!!!!!) non devono stare in Italia, perchè dà fastidio vederli per il centro. fa paura. sì. paura. il diverso ha sempre fatto paura. sono passati nazismo, fascismo, comunismo. ma non se ne sono mai andati a quanto pare. e mi fa schifo!!!!
e di fronte a tutto questo la risposta che nasce forte dentro di me è la decisione di dare la vita per gli altri. per TUTTI gli altri. rumeni, italiani, rom, marocchini, kosovari, etiopi, cinesi, magrebini…. per ogni uomo. devo rispondere a parole, forti, a voce decisa, e inevitabilmente con una botta d’amore. che abbatta tutti questi stupidi muri che stupidi uomini alzano. più che stupidi, insensibili, non-uomini. solo così posso, possiamo rispondere. battendoci per gli altri, per l’uomo. ma soprattutto amando. amando il fratello, ogni fratello. (e invito tutti quelli che si dicono cristiani e poi non vogliono vedere le città piene di stranieri, a tutti loro consiglio di non andare più in chiesa. anche se gli servirebbe eccome vedere quel Signore sulla Croce. ma sarebbe ipocrisia. anzi, è ipocrisia. e mi fa ancora più schifo. e li invito anche a non pregare più quel Dio che ha dato la vita per TUTTI. tanto loro non ci credono. e tantomeno sconsiglio di dire il Padre Nostro. perchè dicendo ”nostro” (non so se nessuno gliel’ha mai spiegato) non vuol dire dei bianchi, bravi, belli, puliti, buoni, ricchi, che lavorano, italiani. nostro vuol dire dal primo all’ultimo. soprattutto gli ultimi. perchè ricordo che Gesù chiamava ipocriti i farisei e preferiva stare coi poveri, coi peccatori, con gli emarginati. e che i discepoli erano pescatori. e che sempre Gesù ha detto ”beati gli ultimi, i poveri, gli affamati, i perseguitati,….”. andatelo a cercare questo passo, forse quando l’hanno letto in chiesa eravate troppo concentrati a guardare quanti ‘diversi’ erano vicino a voi.)
vi lascio con una poesia nota. un articolo de La Repubblica di oggi iniziava così. e mi sono venuti i brivivi. vorrei lasciare tante altre righe e poesie. ma questa è più che sufficiente. modificata da me.
voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che viene sfruttato
che lotta per mezzo pane
che ha la famiglia lontana
che non ha diritti
considerate se questa è una donna,
che si sente umiliata
senza lavoro
che vive in una baracca
meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
ripetetele ai vostri figli.
o vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.


